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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

martedì 20 febbraio 2018

Lettura biblica: Genesi 14:13-24

20 Febbraio -
"Tre caratteristiche" -
L’amore è l’arma più efficace per sconfiggere il male, e l’estintore migliore per spegnere il fuoco della gelosia e dell’odio. L’amore dimentica le offese e non rimane mai indifferente davanti alle difficoltà in cui si trovano i fratelli immeritevoli. Notate l’egoismo e l’ingratitudine di Lot verso Abramo: si separa da lui, sceglie la parte migliore della terra per poi risiedere in una città corrotta. Chiunque si sarebbe sdegnato davanti alla presa di posizione di Lot, ma Abramo rimase calmo e sempre pronto a stendere la mano amica verso il suo nipote immeritevole. Gli va incontro per aiutarlo non appena ode la notizia della sua disgrazia e rovina, mette a repentaglio la sua vita per salvare quella del suo fratello immeritevole. Solo un amore divino nel cuore può compiere certe cose. Il vero amore non dice mai: “Ti sta bene! L’hai voluto tu!” Anzi l’amore ci porta a soffrire con chi soffre copre moltitudini di peccati e stende in ogni tempo la mano per rialzare il fratello che cade. Chi ama è un vero discepolo di Gesù e adempie così la legge divina.
Abramo viene definito il padre della fede. Ed è proprio la sua fede che gli consente di conseguire una strepitosa vittoria sui nemici di Lot. La fed in Dio è la prerogativa del successo e del trionfo in ogni campo. Dopo la prima vittoria, Abramo si accinge ad affrontare un’altra battaglia più insidiosa: ora deve lottare contro la tentazione del diavolo che gli sussurra che il bottino è suo, ed è il re di Sodoma che glielo offre ad una condizione. Il maligno ci porta sempre sul piano del compromesso per farci poi cadere nel laccio che egli stesso ha teso. Anche a Gesù il tentatore offriva ricchezza e potenza a patto che gli si prostrasse per adorarlo. L’apostolo Paolo esortava a guardarsi dalle ricchezze, perché molti datosi ad esse sono caduti nel laccio del diavolo.
Abramo oltre all’amore e alla fede sapeva conservare l’umiltà nel successo e nel trionfo. È difficile rimanere umili anche quando tutto sembra andare bene e quando il Signore si manifesta nella nostra vita. L’orgoglio e la superbia umane non possono trovare posto nel cuore che ama e sa apprezzare gli altri più che se stesso. -

Fonte: Bussando al Cuore

lunedì 19 febbraio 2018

Lettura biblica: Giovanni 7:25-35

19 Febbraio -
“Increduli e credenti” -
In questo brano notiamo due diversi gruppi riportati come in tanti episodi dei Vangeli, un primo che non vuole credere e un altro che crede.
“Cercavano di pigliarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta” (v. 30). Tra la folla che seguiva Gesù, c’erano sempre coloro, che vedevano i Suoi miracoli, constatavano le Sue opere, ascoltavano il Suo messaggio divino e tuttavia continuavano a non credere in Lui, quale il Cristo, il Figliuolo di Dio.
Non solo non credevano in Lui, anzi cercavano, come in questa occasione di pigliarLo, di mettergli le mani addosso di fargli del male avvalendosi della loro legge e tradizione (vv. 26:27).
Un avvenimento simile accadde a Nazaret anche qui Gesù aveva annunciato la Sua origine citando le parole di Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me per questo Egli mi ha unto per evangelizzare i poveri, mi ha mandato a bandire liberazione ai prigionieri, ed ai ciechi recupero della vista, a rimettere in libertà gli oppressi, e a predicare l’anno accettevole del Signore”. Ecco la folla reagì: “E tutti anche in quella occasione, furono ripieni d’ira e Lo cacciarono fuori dalla città menandoLo sul ciglio del monte ... per precipitarLo giù”.
Ma l’ora Sua non era venuta, Gesù era nel mondo per morire per l’umanità, ma la Sua doveva essere una morte volontaria e nel tempo stabilito da Dio.
“ ...ma molti della moltitudine credettero in Lui” (v. 31). Grazie a Dio, però che in mezzo a tanti nemici della verità c’è sempre chi è disposto ad accettare Gesù e credere in Lui. Molti di questa folla in Gerusalemme credettero in Lui e forse Lo riconobbero ed accettarono come Cristo, per le Sue opere e per la Sua Parola.
Anche oggi esistono increduli e credenti. Ma forse ciascuno di noi appartiene al gruppo di credenti che sono disposti, non soltanto a credere in Gesù, ma ad accoglierLo e serirLo. Così soltanto la Sua parola e le Sue opere si manifesteranno potenti nella nostra vita. -

Fonte: Bussando al Cuore

domenica 18 febbraio 2018

Lettura biblica: Genesi 14:1-12

18 Febbraio -
“Lot abitava in Sodoma” -
Forse il testo può sfuggire all’attenzione di un lettore frettoloso, ma esso ci offre un insegnamento prezioso per l’edificazione delle nostre anime.
Lot era stato in questione con Abramo per via dei propri servitori, da ciò era nata la loro separazione (cap. 13). Così che Lot scelse di piantare le proprie tende nella pianura di Sodoma. Questa era una città immorale piena di peccato, e simbolo del mondo di oggi, malvagio e peccaminoso. Lot scegliendo Sodoma aveva valutato soltanto quello che naturalmente sembrava importante. In ciò assomiglia a quei credenti che non pongono più la loro fede in Cristo, ma se ne allontanano per i propri interessi umani.
Ringraziamo Dio che spesso Egli ci fa comprendere di essere, come Lot, su una strada sbagliata e ci riporta sul sentiero diritto.
Lot ormai “abitava in Sodoma” e ciò ci fa riflettere sul pericolo della sua permanenza in questa città. Ci ricorda che i figliuoli della luce non possono avere comunione con i figliuoli delle tenebre, senza che ciò conduca a conseguenze dannose per la nostra anima. Tuttavia non occorre ritirarci in un dimora solitaria per santificarci, ma basta vivere nella società, senza lasciarsi adescare dai suoi allettanti inviti, ricordando il ruolo che abbiamo nel mondo. Abitare in Sodoma significava per Lot aver perso l’intimità con Dio, aver perso quella fede viva che la vicinanza e l’esempio di Abramo, avevano prodotto nel suo cuore. Negli episodi seguenti della sua vita, si potrà notare come Lot perderà anche l’autorità di capofamiglia, e come questa si corromperà in conseguenza certamente della sua residenza a Sodoma. Dio ci aiuti a dimorare sempre con Lui, non guardando ne a destra ne a sinistra. Accostiamoci a Lui per fare quelle scelte di fede che ci allontaneranno da “Sodoma”, come fece Abramo ed i veri credenti di ogni tempo. -

Fonte: Bussando al Cuore

sabato 17 febbraio 2018

Lettura biblica: Giovanni 7:10-24

17 Febbraio -
“Il mandato” -
Le parole di Gesù esprimono una realtà a volte dimenticata dal credente: ognuno di noi è mandato da Dio per annunziare la buona novella della salvezza. Tutti, mediante la propria testimonianza personale, cooperano all’estensione del Regno di Dio sulla terra, proclamandolo con compiti diversi, ma in egual misura utili.
Colui che è “mandato”, annunzia la volontà del mandante, con lo scopo di rendere gloria alla persona in questione. Così è pure per il credente al quale Dio affida la proclamazione dell’evangelo: egli deve agire in modo che la gloria sia ascritta a Dio. Gesù disse: “... Affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro nei cieli” (1).
I nostri sforzi devono perciò essere volti verso una trasformazione della nostra personalità umana e contemporaneamente verso la ricerca della guida divina perché il nostro messaggio venga da Dio.
Lo Spirito Santo sarà per noi un Maestro indispensabile, lasciandogli libertà di parlare per mezzo nostro raggiungeremo lo scopo per il quale ci siamo avvicinati a un’anima che volevamo evangelizzare. Per fare ciò è necessario che mettiamo da parte la nostra saggezza e i nostri pensieri e chiedere invece a Dio luce e discernimento.
Predicando tutto l’Evangelo e consacrandoci appieno a Cristo, non vi saranno dubbi che la gloria verrà data soltanto a Dio, e ci avverrà come a Stefano, il quale dopo aver predicato Cristo, sul punto di morte, vide il cielo aperto e la “gloria di Dio” ed i suoi giudici mentre lo interrogavano videro la sua faccia simile a quella di un angelo. Egli guardava verso il cielo, e la gloria di Dio lo illuminò e tutti videro il suo volto risplendente.
Soltanto una vita vissuta nella piena consacrazione a Dio mostra al mondo la gloria di Cristo. Signore aiutaci affinché possiamo mostrare a tutti la gloria Tua! -

Fonte: Bussando al Cuore

venerdì 16 febbraio 2018

Lettura biblica: Genesi 13:1-18

16 Febbraio -
“Abramo dunque risali dall’Egitto... Al luogo dov’era l’altare che Egli aveva fatto da prima “[vv. 1,4] -
Quando Abramo decise di scendere in Egitto in conseguenza alla carestia in Canaan, non solo agì fuori dalla guida divina, ma si mise in mezzo ai guai, al punto da trovarsi in una situazione imbarazzante.
In un modo o nell’altro, forse in circostanze diverse, il risultato è sempre lo stesso quando ci allontaniamo dal sentiero della fede. La decisione che prendiamo può sembrare opportuna e logica, ma dimentichiamo che abbiamo lasciato la cosa essenziale: la preghiera. È per mezzo di essa che noi riceviamo l’istruzione da Dio così Egli guida il nostro cammino di fede. Quando ciò avviene, ci troviamo coinvolti in situazioni difficili e complicate. Abbiamo forse perso il senso della presenza di Dio? Ci domandiamo, perché Egli non interviene? Cosa dobbiamo fare per uscire da tali situazioni?
Non è che Dio ci ha lasciati, siamo noi cha abbiamo violato la nostra comunione con Lui con l’intrusione della nostra volontà. Abbiamo trascurato il nostro contatto intimo con Lui mediante la preghiera. Se siamo veri credenti, siamo chiamati ad una vita di fede, di servizio cristiano e di sottomissione alla Sua guida.
Abramo, secondo il nostro testo, ritorna alla fede, torna la luogo dove era l’altare. Il credente può avere degli smarrimenti, ma può ritrovare la propria fede rinnovando il patto che ha fatto con Dio.
Può inciampare nel cammino, ma può riprendersi e restare saldo e ritto in piè. Questo è possibile quando, dopo aver riconosciuto che abbiamo lasciato la via stretta ed angusta, con fede ed ubbidienza ritorniamo al luogo della nostra prima consacrazione a Dio, come fece Abramo.
Egli tornò deluso e pentito, ma più saggio, più umile. Di nuovo davanti al suo primo altare, sacrifica a Dio la sua offerta, riconosce la sua sconfitta ed il suo bisogno dell’eterno.
Là rinnova la sua consacrazione ed ubbidienza, certo che l’Eterno il Suo Dio lo avrebbe accolto. L’Eterno lo ristorò! E ristorerà anche noi, se dopo esserci allontanati ritorniamo a Lui, la fede trionfa quando torniamo all’altare che abbiamo “fatto da prima”. -

Fonte: Bussando al Cuore

giovedì 15 febbraio 2018

Lettura biblica: Giovanni 7:1-9

15 Febbraio -
“La pietra di paragone” -
La vita di Gesù è uno specchio nel quale tutta l’umanità può riconoscere la natura della propria condotta. Cristo, vero Dio e vero uomo, venne nel mondo per essere il sacrificio perfetto per la espiazione del peccato dell’umanità, perciò può essere considerato la “Pietra di paragone”.
Quale secondo Adamo dimostrò, attraverso la propria vita, come fosse possibile per l’uomo compiere appieno la volontà di Dio. Egli venne tentato in ogni cosa, fu uomo con le proprie tentazioni, eppure la Sua vita è un esempio di come ogni uomo, e soprattutto ogni credente, dovrebbe comportarsi.
Ringraziamo Dio perché ci ha dato un tale Maestro da cui imparare! Egli non è però solo un Maestro, ma anche un amico che ci aiuta e incoraggia nel cammino. Senza di Lui incamminarci e giungere alla meta sarebbe stato impossibile, perciò Cristo mediante l’opera della croce, ci ha aperto una strada verso il cielo, ed ha pregato il Padre affinché mandasse sulla terra lo Spirito Santo, il quale ci dona le forze per poter meglio affrontare il viaggio.
Riguardiamo dunque a Gesù esempio della nostra condotta, imitiamoLo incamminandoci sulla strada che egli inaugurò. Gesù stesso ci invita a prendere la nostra croce e seguirLo. Sono parole che ci dicono che la strada sarà difficile, ma ci assicurano anche il Maestro è davanti a noi, insieme con noi. E se Egli è con noi la strada non è più dura, non è più oscura, ma tutto viene rischiarato dalla Sua luce, ed il cammino diventa così sereno e gioioso, rallegrato dalla Sua presenza.
“La pietra che gli edificatori hanno riprovata, è divenuta la pietra angolare, e una pietra d’inciampo e un sasso d’intoppo” (1). Per tutti coloro che credono in Cristo, Egli sarà esempio di condotta e di vita, ma per tutti coloro che lo hanno ripudiato sarà un testimone delle loro opere malvagie, per le quali il mondo perirà. Riguardando a Cristo tutti noi possiamo ancora trovare un ancora di salvezza. -
1) 1 Pietro 2:7 -

Fonte: Bussando al Cuore