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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

giovedì 18 gennaio 2018

Lettura biblica: Giovanni 4:1-15

18 Gennaio -
“Dammi da bere” -
Il quarto capitolo dell’evangelo secondo Giovanni continua a trattare dell’insegnamento di Gesù sulla potente opera vivificante dello Spirito Santo. Gesù non usò con la Samaritana, lo stesso metodo utilizzato con Nicodemo per esporle le verità concernenti la nuova nascita. Eppure il problema di quella donna incontrata da Cristo al pozzo di Giacobbe non era diverso da quello di Nicodemo: tutti e due avevano bisogno di una radicale trasformazione spirituale che conferisse loro una nuova vita. Gesù non si rivolse alla donna ripetendo quella frase che in altra occasione aveva usata con Nicodemo per porre fine ad ogni preambolo: “Bisogna che tu nasca di nuovo”; anzi egli stesso sembra temporeggiare, girare intorno all’argomento come non avendo alcuna intenzione di trattarlo in presenza di Samaritani. La sua prima espressione non è per rivelare realtà: “ DAMMI DA BERE”. Stabilito il contatto con la sconosciuta trattando di argomenti a lei vicini, Gesù può iniziare l’opera Sua per indurla a riconoscere il proprio stato ed il proprio bisogno di rinnovamento interiore. Per produrre tutto questo doveva riuscire ad abbattere barriere non indifferenti: quelle della nazionalità, quelle del pregiudizio, quelle dell’ignoranza. Un compito veramente difficile, ma che Cristo riuscì a portare a termine non cercando mai di presentare alla Samaritana il quadro della propria vita corrotta ma, piuttosto facendo appello alla sua simpatia, svegliando la sua curiosità e dandole un senso di importanza che la dispose positivamente nei confronti del suo interlocutore. Quale meraviglioso esempio per tutti coloro che desiderano conquistare delle anime a Cristo! Il tatto e l’amore di Gesù furono potenti ad aprire un varco nel cuore di quella donna permettendole di comprendere a ricevere la verità. Gesù non tratta tutti allo stesso modo secondo un’immutabile e rigorosa procedura che osserva come costui o costei può comprendere. E lui che si abbassa e che cerca di farsi comprendere dalla creatura umana. Ed ora una domanda! Manifestiamo la stessa delicatezza lo stesso tatto, lo stesso tenero interesse di Cristo quando evangelizziamo? -

Fonte: Bussando al Cuore

mercoledì 17 gennaio 2018

Lettura biblica: Genesi 5:1-17

17 Gennaio -
“Vissero e morirono” -
Il testo ci parla di nascite. e di morti. In esso appare soltanto l’aspetto terreno della vita umana. L’unica differenza è data dal capostipite dell’umanità, Adamo (nato dalla terra) il quale fu direttamente creato da Dio.
Qualcuno si è chiesto quanti anni aveva Adamo quando fu creato, non lo sappiamo di certo, anche se la tradizione giudaica parla di trenta anni, è certo però che dalla Bibbia egli ci appare in tutta pienezza delle sue facoltà spirituali, morali, intellettive e fisiche.
È importante notare che nel verso 2 è detto che Dio “dette loro il nome di uomo nel giorno che furono creati”. Quindi la Bibbia, con questa affermazione annulla tutte le teorie umane della comparsa dell’uomo sulla terra. L’uomo non è il risultato di diversi studi evolutivi, ma è stato creato direttamente da Dio. Inoltre qui è specificato che il termine “uomo” vale per l’umana progenie.
Il v. 3 è l’unico che specifica: “generò un figliuolo alla sua immagine e somiglianza ...” per ricordare che dal nostro progenitore tutti abbiamo ricevuto, a seguito della sua caduta, una natura simile alla sua.
Tanto è vero che i patriarchi citati, come lui vissero e morirono, anzi, già il segno della conseguenza del peccato si manifestò subito su loro, vissero meno di Adamo.
L’unico che vivrà più di Adamo, sarà Methushelah, più comunemente conosciuto come Matusalemme, e soltanto perché la sua vita sulla terra doveva essere un segno per la generazione umana.
Quest’elenco di nomi, così poco interessante, ci ricorda che l’esistenza umana diviene poco attraente a causa del peccato, ma ringraziato sia il Signore che ha mandato il secondo “Adamo” (1), Cristo Gesù il Salvatore, il Liberatore che col Suo sacrificio, annullando l’errore del primo Adamo, “ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità mediante l’Evangelo” (2) -
1) 1 Corinzi 15:47 -
2) 2 Tim. 1:10. -

Fonte: Bussando al Cuore

martedì 16 gennaio 2018

Lettura biblica: Giovanni 3:22-36

16 Gennaio -
“Una verità da tenere presente!” -
I discepoli di Giovanni Battista si meravigliarono vedendo Gesù che battezzava ed andarono a Giovanni stupiti, dicendo: “Maestro, colui che era con te lungo il Giordano a cui tu rendesti testimonianza battezza e tutti vengono a lui”. Come voler dire: “Egli sta avendo più successo di te!”. Nella risposta che Giovanni diede ai suoi discepoli, troviamo espressa una grande verità: “L’uomo non può ricevere nulla se non gli è data dal cielo”. Ci sono stati degli uomini nella Bibbia i quali dissero di aver ricevuto da cielo, mentre in realtà era soltanto orgoglio umano.
Eccone alcuni:

Absalom - Cercò di corrompere gli Israeliti dicendo loro di aver ricevuto qualcosa più di Davide (suo padre) e che se lo avessero proclamato re, avrebbe accontentato tutti. Il popolo credette e fece una rivolta in Gerusalemme processando il re Davide il quale dovette fuggire.

Il Re Uzzia - Entrò nel Tempio del Signore per offrire profumo, un compito che Dio non gli aveva dato perché era unicamente riservato ai Sacerdoti del Tempio. Questi ultimi si opposero ad Uzzia; ma egli pensava di poter fare tutto quello che voleva e si adirò grandemente contro di loro, in quell’istante Dio lo colpì di lebbra ed Uzzia fu lebbroso fino alla sua morte.

Simone il mago - Quest’uomo era presente in Samaria quando Dio manifestò un grande risveglio in quella città mediante il ministerio di Filippo l’Evangelista. Vedendo che per l’imposizione delle mani degli apostoli, i credenti ricevevano il battesimo dello Spirito Santo, offerse del danaro agli apostoli, affinché anche lui avesse potuto avere la stessa autorità. Pietro gli rispose: “Vada il tuo danaro teco in perdizione, poiché hai stimato che il dono di Dio si acquisti con denaro”.

Ricordiamoci, fratelli, che non possiamo ricevere nessun dono divino dagli uomini. Le ricchezze spirituali ed eterne le possiamo ricevere unicamente dal cielo, da Colui che è pronto a dare a piene mani a tutti coloro che vanno a Lui con fede. -

Fonte: Bussando al Cuore

lunedì 15 gennaio 2018

Lettura biblica: Genesi 4:17-26

15 Gennaio -
“Quale progresso?” -
Le vie dello sviluppo e del progresso dell’umanità, sono segnate fin dall’inizio dalla violenza che costituisce l’espressione della prepotenza dell’uomo che rifiuta di riconoscere la signoria dell’amore di Dio. Soltanto nell’accettazione dell’amore di Dio sta infatti la possibilità di una convivenza fra gli uomini che non si trasformi in aggressione ed in tentativo di reciproca sopraffazione; quell’amore è infatti solidarietà che non sta a significare soltanto “amichevole comprensione e simpatia” ma che chiama alla necessità non sentita in quanto imposta dall’esterno, ma in quanto vissuta come urgenza di vivere la propria esistenza in “novità di vita”.
L’esistenza umana, pur conoscendo gli entusiasmi e la commozione delle grandi scoperte scientifiche, delle sublimi espressioni della vita artistica, della musica, della pittura, della scultura; pur realizzando delle forme di convivenza civile e democratica, pur costituendo organismi atti a soddisfare in certa misura le esigenze della persona umana, pur tentando di darsi ordinamenti capaci di garantire il rispetto e la salvaguardia dell’individuo; purtuttavia, vede drammaticamente se stessa essere travolta dal caos, da una serie interminabile di conflitti che si alimentano quotidianamente e che non possono che condurla inesorabilmente alla definitiva catastrofe. E la situazione è resa ancor più tragica dal fatto che l’uomo, pur essendo consapevole della propria situazione, rifiuta di riconoscerla come propria, attribuendone le responsabilità agli altri e precludendo così a se stesso la possibilità di salvezza. Cristo Gesù, la manifestazione dell’amore di Dio: è in Lui soltanto che l’uomo può risolvere la tragedia della propria vita, l’insensibilità del proprio animo, l’angoscia e il disorientamento del proprio intelletto. E noi, che in Cristo Gesù il Signore abbiamo trovato salvezza, liberazione, serenità, gioia, pace, speranza, non trascuriamo di continuare quotidianamente ad edificare la nostra vita per la Sua Parola. -

Fonte: Bussando al Cuore

domenica 14 gennaio 2018

Lettura biblica: Giovanni 3:11-21

14 Gennaio -
“Iddio ha tanto amato...” - 

Qualcuno ha descritto il verso 16 come la chiave di tutta la rivelazione di Dio all’uomo, e di certo esso è non solo la chiave ma ne è la sintesi. Ogni cosa che Dio ha fatta, è un beneficio per l’uomo uno sforzo per ricondurlo a Se, per restaurare in lui l’immagine divina, per ottenere con lui quel rapporto diretto che aveva nel giardino d’Eden.
Questo verso in particolare ci parla d’amore: perché Dio è amore! La Sua natura, la Sua essenza è amore, Egli non può far altro che amare la propria creatura, che pur l’ha ripudiato peccando contro di Lui.
Se si può definire l’amore, queste parole ne danno un senso compiuto. Dio ama, ed ama di un amore che l’umanità non conosce, tutte le manifestazioni umane dell’amore sono viziate da sentimenti egoistici, ma l’amore di Dio è perfetto!
Perciò Egli dà. Ha dato al mondo il Suo Unigenito affinché per mezzo Suo possa essere salvato. Perché l’amore di Dio non è in senso lato, ma si dimostra praticamente nel dono del Suo figliuolo come sacrificio per il peccato. Il “dono” di Dio acquista ancor più valore quando comprendiamo che Gesù è stato dato per la morte. Chi ama dà e lo fa con grande passione, come quella di Dio verso noi.
Perciò l’amore Suo deve inondare la nostra anima, affinché anche noi come Suoi figliuoli seppur d’adozione, amiamo il peccatore perduto, di quell’amore che si dona gratuitamente.
Infine, questo verso ci parla di vita! L’amore ed il dono di Dio producono Vita, in chi per fede s’accosta a Cristo. La finalità del Signore è quella di rigenerare l’uomo e riportarlo allo stato primitivo di vera vita in comunione con Lui. Con questo scopo, nel Suo amore continua a confortarci nonostante i nostri falli e le nostre debolezze per darci la gioia di abitare in eterno con Lui.
Se qualcuno ancora non può essere certo di possedere questa Vita si accosti con fede a Cristo, chiedendoGli perdono ed accettandolo come proprio Salvatore, ricordando che: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”. -

Fonte: Bussando al Cuore

sabato 13 gennaio 2018

Lettura biblica: Genesi 4:1-16

13 Gennaio -
“Fratricidio” -
Due figli della prima famiglia umana, iniziano a popolare la terra. Ognuno dei due fa una scelta ben precisa per il sostentamento della propria vita, uno si dà alla pastorizia allevando greggi, mentre l’altro si dà all’agricoltura, sono due scelte fatte in piena libertà.
Tutti e due sentono di fare un’offerta all’Eterno, del frutto delle proprie attività, Abele offre degli animali del suo gregge con il loro grasso, Caino offre i frutti della terra. Mentre l’offerta di Abete viene accettata dall’Eterno, l’offerta dei campi, offerta da Caino, non è accettata dall’Eterno in quanto Egli aveva stabilito che l’offerta doveva essere con spargimento di sangue, tipo del sangue che Gesù avrebbe sparso per il peccato.
Caino si ribella a questo rifiuto divino e medita in cuor suo di uccidere il fratello. Il suo orgoglio è ferito, si sente umiliato davanti al fratello e vuole toglierlo di mezzo. L’offerta di Abele: agnelli uccisi e sangue versato, sono accetti all’Eterno, perché parlano della redenzione che un giorno l’Agnello senza difetto e senza macchia avrebbe acquistato. Caino si sente defraudato dall’approvazione dell’Eterno e non riesce a comprendere il significato di tale approvazione e pertanto, con premeditazione, uccide suo fratello.
Il peccato entrato nel mondo per mezzo della disubbidienza all’ordine di Dio, ora continua a progredire e diviene fratricidio.
Ormai l’abisso del peccato aperto dalla disubbidienza apre la via all’omicidio, alla menzogna: “Sono forse io il guardiano di mio fratello?” Un abisso chiama un altro abisso: sempre scendendo più in basso.
Dio interviene per il sangue sparso dall’uomo ed egli deve renderne conto. Caino è allontanato dalla presenza di Dio, dalla Sua comunione.
Adamo, a causa del peccato, era stato scacciato dal giardino di Eden, Caino è scacciato a causa dell’omicidio commesso e così l’uomo, attraverso il tempo, verrà a trovarsi sempre più lontano da Dio, a causa del suo peccato. Gesù è venuto per riconciliare l’uomo a Dio per mezzo del Suo sacrificio sulla croce, ci ha riavvicinati al Padre. -

Fonte: Bussando al Cuore